Vaccine Day: la più grande campagna di vaccinazione nella storia d’Italia e d’Europa
26/12/2020 Medicina 0

Quello di domani, 27 dicembre 2020, sarà il giorno della più grande campagna di vaccinazione nella storia d’Italia e d’Europa. Dal successo di questa operazione senza precedenti, che coinvolge tutte le nazioni del mondo, con un impegno economico, scientifico e tecnologico mai visto, dipende concretamente il futuro di questa e delle prossime generazioni. In previsione dell’ampio dibattito social che si addensa nell’aria in vista delle vaccinazioni (già qualche tuono, qualche lontana folgore annuncia la tempesta), è bene far presente, come unico preliminare davvero ineludibile, che il rischio zero non esiste, non è mai esistito, non esisterà mai, per nessun farmaco e vaccino.

Sappiamo che le vaccinazioni programmate nel nostro Paese saranno gratuite per tutti i cittadini e, dunque, a carico della spesa dello Stato, che ha stipulato, a oggi, accordi con 6 case produttrici con milioni di dosi previste con ciascuna: AstraZeneca 40,38 milioni, Johnson & Johnson 53,84 milioni, Sanofi 40,38 milioni, Pfizer/BNT 26,92 milioni, CureVac 30,285 milioni, Moderna 10,768 milioni. Per un totale di oltre 202 milioni di dosi.

La soglia necessaria, in Italia, a raggiungere una certa sicurezza in termini di immunità di gregge prevede la vaccinazione di almeno 40 milioni di persone.

Il primo vaccino in arrivo domani in Italia sarà quello sviluppato da Pfizer/BioNTech, dopo il via libera dell’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) lo scorso lunedì 21 dicembre 2020. La priorità per la somministrazione spetta a operatori sanitari e persone anziane residenti nelle RSA. Necessiterà con ogni probabilità di due iniezioni a distanza di 3 o 4 settimane l’una dall’altra, ma la durata della protezione indotta tuttavia, a oggi, non si conosce e non si sa ancora se il vaccino darà protezione stagionale o di più lunga durata.

Tanti sono ancora gli interrogativi, ma senz’altro, il Vaccine Day è un ottimo modo per concludere un anno molto difficile, con un’Europa pronta alle sfide che il 2021 serberà, forse per la prima volta come una vera Unione.

Articolo redatto da: Martina Leandri

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